WebOS: Sistemi operativi online
June 8, 2008
Webos è un acronimo che sta per “Web operating system”, consiste in un sistema operativo che viene caricato direttamente in un browser, a differenza dei più consueti sistemi che si trovano su di un supporto di memoria nel computer come un hard disk o un compact disk.
Ancora una volta il web 2.0 dimostra avere delle risorse infinite. Attualmente questi sistemi sono sviluppati mediante linguaggi web come php o JavaScript, flash, ma per il futuro gli esperti ritengono che si potranno creare sistemi che non necessitino di alcun software installato. Questi sistemi possono essere usati da chi usa thin client, gli economici computer senza software, o da chi preferisce avere tutte le risorse concentrate su un solo sito Web.In questo articolo cercherò di recensirne alcuni:
Glide OS: Scritto in linguaggio flash, offre una grafica eccellente, numerose applicazioni e la possibilità di sincronizzarlo con il proprio desktop. Il servizio, tuttavia, non brilla per usabilità: alcune funzioni sono replicate in più parti e possono confondere l’utente mentre molte applicazioni, come il calendario, l’editor di testi o il programma di mail, si aprono in una scomoda finestra esterna. L’ho provato personalmente ho notato un’eccessiva lentezza nello svolgimento delle applicazioni, evidentemente gli effetti grafici in flash sono onerosi in termini di prestazioni.
G.HO.st: Anche questo come glide è realizzato sfruttando la tecnologia flash, come si legge nel sito ufficiale, gli utenti hanno a disposizione 5gb di spazio web, tra le apllicazioni sono presenti un player multimediale per ascoltare la musica preferita, editor di testo, messenger per chattare con i prorpi amici, applicazione per fogli di calcolo… tutto ciò che può servire per le normali attività di routine.
EyeOS: Innovativo nel linguaggio di applicazione, totalment eopen source, permette agli utenti di utilizzare il server offerto dagli siluppatori, oppure di scaricare il pacchetto e installarlo in un proprio server, la grafica è semplice ma pulita, le applicazioni fornite sono ottime ed eleganti. Tra queste vi sono diversi applicativi da ufficio, strumenti di rete, tra cui un client Ftp e uno di posta elettronica, giochi e altro. L’ho provato personalmente e sono rimasto colpito dalla velocità di esecuzioni e dalla leggerezza delle applicazioni, sicuramente da preferire agli effetti grafici in tecnologia flash che causano rallentamento eccessivo.
Icloud: è uno dei progetti più promettenti, anche se per il momento è compatibile solo con Explorer. Tra le applicazioni troviamo un browser Web, un calcolatore, un calendario, un media player, un programma di messaggeria istantanea, un gestore della finanza personale e diverse altre applicazioni. Icloud può anche funzionare offline, anche se il sistema non è affidabile al 100%, mentre gli sviluppatori possono sfruttare la piattaforma per creare applicazioni personalizzate scritte in XML. Buona la velocità del sistema anche perché una parte della logica dell’applicazione viene precaricata sul computer al momento dell’accesso. Il sistema supporta anche la condivisione dello stesso spazio di lavoro con altri utenti.
In conclusione possiamo dire che tra quelli che ho provato Icloud è sicuramente il più completo, Glide il più elegante ma anche il più lento, EyeOs il pù veloce e l’unico open source che può essere installato in un server personale. Per ulteriori informazioni vi consiglio di visualizzare l’ottimo video di IcTv che ho inserito nel’articolo. Buon divertimento con le nuove frontiere del web 2.0.
Wobzip: Scompatta archivi online
June 1, 2008
Con l’applicazione web di Wobzip è possibile estrarre online archivi zip semplicemente eseguendo l’upload del file , senza avere pertanto installato sul prorpio pc il programma idoneo per la scompattazione (es winzip o winrar).
L’applicazione WobZip, che per ora è in fase di testing, permette agli utenti di estrarre archivi fino a 100MB, nei vari formati supportati, come .7z, .zip, .gzip, .tar, .rar, .iso, (inclusi gli archivi con password) con un semplice upload. Ovviamente il servizio è gratuito e non necessita di alcuna registrazione.
Inoltre estrarre archivi presenti su pagine web direttamente con questo link “http://wobzip.org/?type=url&url=FILE_URL_HERE”, sfruttando le api di WobZip. Questo è esempio di come, in un futuro molto vicino, le applicazioni web sostituiranno le applicazioni desktop. Per maggiori informazioni, si rimanda alla pagina ufficiale di Wobzip
La rivoluzione dei Post-it
May 12, 2008
Ormai i post-it non servono più solo come promemoria: la diffusione dei foglietti gialli adesivi inventati 28 anni fa dalla 3M ha rivoluzionato il modo di comunicare negli uffici, a casa e a scuola. Ora si compie un’evoluzione grazie all’Mit, che traghetta i post-it nell’era digitale trasformandoli in appunti intelligenti ed attivi. Quickies è il nome dell’invenzione brevettata dai ricercatori dell’Ambient Intelligent Group, un dipartimento del Mit: è una versione dei post-it che permette di digitalizzare le note prese a mano e indicizzarle per avere al momento opportuno l’informazione con il messaggio sul pc o sul cellulare, per ricordarci gli appuntamenti, le cose da fare, i numeri di telefono.
Il sistema è una combinazione di software di riconoscimento grafico e applicazioni di intelligenza artificiale. Impiega una tavoletta speciale (pad) e una penna digitale: si scrive con la penna digitale sui foglietti appoggiati sul pad collegato al pc. Dopodichè come sempre si appiccicano i post-it sulla porta del frigo con la lista della spesa, vicino al telefono col nuovo recapito dell’amico, sulla copertina del libro prestato con il nome del prorpietario. Il movimento della penna viene catturato dal pad e con un programma di riconoscimento di scrittura, il computer riconosce i caratteri e li converte in formato elettronico. Le note vengono sincronizzate con le altre funzionalità del pc (calendario, eventi, agenda).
I dati riportati sui quickies sono registrati e possono essere consultati grazie ad un’interfaccia di ricerca. Alla base della tecnologia sono le onde radio dell’Rfid inserito nel foglietto che consentono la trasmissione al computer. L’utente scopre dov’è finito un post-it che riporta una password o ritrova sugli scaffali il volume prestato sul quale era stato appuntato il nome dle proprietario.

















































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